14 gennaio 2013 - 8:10
Regione siciliana, ecco come la mafia si insinua nei gangli dell'amministrazione
L' intreccio mafia-politica-pubblica amministrazione in un'inchiesta pubblicata dal Sole-24 Ore l'11 gennaio 2013:
14 gennaio 2013 - 8:10
L' intreccio mafia-politica-pubblica amministrazione in un'inchiesta pubblicata dal Sole-24 Ore l'11 gennaio 2013:
22 luglio 2012 - 11:00
Dopo tre processi imperniati sulle dichiarazioni di Vincenzo Scarantino, il falso pentito indotto a confessare dalla polizia, che per circa venti anni ha inquinato la verità sulla strage in cui perirono Paolo Borsellino e la sua scorta, la procura di Caltanissetta guidata da Sergio Lari ha riaperto l'inchiesta grazie alle rivelazioni del collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza, lo spietato killer di Cosa nostra che era stato al servizio del boss di Brancaccio Giuseppe Graviano. Ora si è in attesa del rinvio a giudizio e dell'inizio del nuovo processo, il quarto.
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23 maggio 2012 - 13:24
Una pista non ancora esplorata sulla strage di Capaci è quella che porta ai legami tra gli omicidi eccellenti di Cosa Nostra e la Gladio, la struttura paramilitare segreta creata per contrastare l'avanzata delle sinistre in Italia. Giovanni Falcone avrebbe voluto indagare su questo fronte prima di lasciare la Procura di Palermo per assumere l'incario di direttore generale degli Affari penali del ministero di Grazia e Giustizia, ma gli fu impedito. Ne accenna in questo articolo-intervista il procuratore generale di Caltanissetta, Roberto Scarpinato, che è stato uno dei più stretti collaboratori del giudice assassinato il 23 maggio di vent'anni fa.
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22 maggio 2012 - 17:58
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Chi erano i mandanti a volto coperto della strage di Capaci, che costò la vita a Giovanni Falcone, a sua moglia e a tre umini della scorta? Ne parliamo con il procuratore generale di Caltanissetta, Roberto Scarpinato |
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10 settembre 2010 - 21:11
Gianni Simoni e Giuliano Turone sono due ex magistrati, coautori di un recente saggio, "Il Caffè di Sindona", edito da Garzanti, che leggevo per caso proprio mentre il senatore a vita Giulio Andreotti faceva la sua, a dir poco infelice, sparata televisiva su Giorgio Ambrosoli, il liquidatore della Banca Privata ucciso a Milano nel 1979 per ordine del bancarottiere nativo di Patti. Simoni sostenne l'accusa nel processo d'appello per l'omicidio Ambrosoli, mentre Turone con Gherardo Colombo condussero l'inchiesta, nel corso della quale furono scoperti gli elenchi della loggia massonica P2 di Licio Gelli. Peraltro lo stesso Simoni guidò le indagini sulla strana morte di Sindona, deceduto dopo la sentenza di ergastolo nel carcere di Voghera per aver bevuto un caffè alla stricnina alla maniera di Gaspare Pisciotta. Siamo dunque di fronte a testimoni d'eccezione. Ed ecco cosa scrivono di Andreotti.
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6 giugno 2010 - 18:44
13 maggio 2010 - 22:37
21 aprile 2010 - 1:00
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Ecco l'altra puntata dell'inchiesta sui rifiuti in Sicilia pubbllicata l'1 novembre 2008 dal Sole-24 Ore e, a seguire, l'intervista all'allora presidente dell'Agenzia regionale siciliana per i rifiuti e l'acqua, Felice Crosta, che parla dei bandi di gara per i termovalorizzatori. |
14 aprile 2010 - 10:12
Cosa nostra si era inserita nell'affare dei quattro maxi-termovalorizzatori siciliani le cui gare d'appalto erano state bandite e aggiudicate durante la presidenza Cuffaro. Le infiltrazioni mafiose nel sistema dei rifiuti denunciate dal governatore Raffaele Lombardo durante la seduta dell'assemblea regionale siciliana del 13 aprile 2010 erano state già illustrate con dovizia di particolari in un'inchiesta del Sole-24 Ore in due puntate del novembre 2008, realizzata dal sottoscritto insieme a Roberto Galullo. Il titolo della puntata pubblicata il 6 novembre era eloquente: Patto di Cosa nostra per gestire i rifiuti. Superata la stagione del pizzo la criminalità punta al controllo dell'intero ciclo di smaltimento. E il sommario recitava: Un affare colossale. Nei prossimi vent'anni stimati 6 miliardi tra investimenti per infrastrutture e servizi, oltre ai 392 milioni di fondi Ue per la raccolta differenziata. L'inchiesta conteneva anche un'intervista a Giuseppe Catanzaro, vicepresidente di Confindustria Sicilia e presidente di Confindustria Agrigento.
Una precisazione. Nell'autunno del 2008 la Corte di giustizia europea aveva già annullate le gare dei termovalorizzatori, ritenendole non confermi alla normativa europea. E la Regione di Sicilia attraverso l'Arra, l'Agenzia regionale per i rifiuti e l'acqua, le cui competenze sono state recentemente acquisite dall'assessorato all'Ambiente, stava ancora lavorando alla stesura dei nuovi bandi. Buona lettura.
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