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Ferrovie in Valle d'Aosta a tempo di Minuetto

Che non vi scappi di fare pipì se vi capita di viaggiare in Minuetto tra Aosta e Chivasso.

Il Minuetto è uno dei treni diesel in servizio sulla linea ferroviaria della Valle d'Aosta, un tempo gestita dal Genio militare e oggi trasferita alle Fs.  E' stato acquistato con il contributo della Regione. Ma ha un problemino (per la verità ne ha tanti; qui ci limitiamo solo a questo): la sua unica toilette non di rado si blocca e resta fuori servizio per diverso tempo. Allo sfortunato passeggerro che avverta la necessità di un bisogno impellente non resta che rivolgersi al capotreno (sono testimone oculare di quanto sto per dirvi: è accaduto mercoledì 18 gennaio sul treno delle 14,26 Aosta-Chivasso). Il capotreno vi dirà che in questi casi è prevista una fermata ad hoc alla prima stazione. Purché abbia la toilette, il che non è ovvio. La stazione di Nus, per esempio, non ha un wc. Bisogna resistere fino a Chatillon. Il treno ferma a Chatillon. Il capotreno scende con il passeggero, chiede istruzioni al capostazione. Ma ecco la sorpresa: il bigliettaio della stazione di Chatillon, che ha in custodia la chiave del bagno, è assente per ferie; quindi niente toilette. Il passeggero, che già avvertiva un senso di liberazione, impallidisce preso dal panico. Non resta che tentare la sorte nel bar appena fuori della stazione, dove finalmente c'è un wc disponibile e funzionante. Appena in tempo! Dopo qualche minuto il treno può ripartire.
Racconta il conducente: "Succede spesso che la toilette si blocchi. Questi scarichi a circuito chiuso non funzionano. Si figuri che una volta in un convoglio di otto carrozze diretto a Torino tutte e otto le toilette erano fuori servizio. Ora questo treno è stato spostato sulla linea per Bardonecchia. Prima di partire da Aosta abbia segnalato il guasto ma non è venuto nessuno".
Si strobazza l'alta velocità, che genera margini, mentre il servizio ferroviario lungo le tratte locali, nel terzo millennio, è lasciato alla deriva. Ne sa qualcosa il comitato dei pendolari stanchi della Valle d'Aosta.

Commenti

PERCHE' CENSURATE I MIEI COMMENTI?

Risponde Giuseppe Oddo
Nessuno ha censurato i suoi commenti né quelli di chicchessia. Sono io stesso a inserirli ogni volta che scrivo un nuovo post o che mi capita di aggiornare il Blog. Il problema è che, quando sono in viaggio per lavoro, possono passare giorni prima che entri nel blog. In questi casi i commenti restano ad attendere.
Gli unici commenti che finora mi è toccato di cassare sono quelli scurrili lasciati da lei, che non pubblico per rispetto degli altri. La saluto comunque cordialmente.
G.O.

Notiziona sul nostro presidente. Una domanda me la sono posta anch'io. Come mai dopo il suo articolo, il giorno seguente, sulla pagina della stampa regionale valdostana non vi era nessun traccia?

Risponde Giuseppe Oddo
Alcuni siti in effetti hanno ripreso la notizia con grande risalto, mentre l'Ansa, che riceve finanziamenti dalla giunta regionale, ha pubblicato una lettera di protesta a firma del presidente dell'Union Valdotaine, Ego Perron, indirizzata al direttore del Sole-24 Ore. Perron si dichiarava indignato a nome di tutti i valdostani. Peccato che egli non sia il presidente della Regione, il solo a poter rappresentare l'intera comunità valdostana, ma il capo di un partito ancorché di maggioranza relativa. Continua a tacere, invece, il governatore Augusto Rollandin, forse per la bufera politica che propri ieri ha investito l'assessore regionale al Bilancio, Claudio Lovoyer. L'assessore è al centro di un giro di assegni da oltre 40 milioni e di due finanziamenti per 400mila euro transitati sui suoi conti presso la Bcc Valdotaine. Banca d'Italia, al termine di un'ispezione nell'istituto di credito, ha riscontrato "marcate anomalie sulla gestione della posizione dell'architetto Claudio Lavoyer". Sull'assessore sono in corso accertamenti da parte della Procura di Aosta.

Ho 38 anni e sono un ex professionista della Valle d'Aosta. "Ex" perché ho appena chiuso la partita Iva dopo che nel 2011 ho deciso di sottrarmi silenziosamente a quell'assurdo e perverso sistema di esercizio dell'autorità politica che ti spinge a elemosinare un contratto dietro l'altro. O così o non lavori in Valle d'Aosta. Infatti non lavoro più. La cosa più difficile è spiegare ai miei figli perché sono disoccupato.
Dr. Oddo, i suoi articoli sulla Valle d'Aosta sono per me una boccata d'ossigeno. La mia non è un'opposizione politica; piuttosto sento che le sue denunce restituiscono dignità alla mia scelta.
Grazie per il suo lavoro.

Mi ha colpita l'artico del 25 gennaio, "Monopoli", perchè non ero a conoscenza proprio di tutto (e già mi bastava, comunque, quel che sapevo).
Nei giorni successivi la stampa locale ha segnalato lo scandalo Lavoyer, assessore regionale alle finanze con depositi bancari superiori ai 40 milioni di euro. Ora tutto tace e la notizia viene solo sfiorata anche da Rai 3.
Perchè non se ne occupa Lei?

Buonasera Dott. Oddo
purtroppo non ho potuto leggere il suo articolo sulla Valle d'Aosta del 25 gennaio. Nonostante sia un vostro abbonato da anni, proprio quel giorno il Sole-24 Ore non è arrivato in valle o almeno nel mio comune, forse a causa del blocco dei tir. L'ho comunque letto on line. Le confermo che l'asistenzialismo clientelare del nostro governo regionale continua a mortificare l'etica ed il merito che ogni giorno mi guidano nel gestire la mia piccola azienda ed i miei dipendenti. Da noi non è facile trovare personale motivato che creda in un progetto. Al prospettare di questi principi, la gente guarda annoiata. Qui è importante lavorare poco e stare tranquilli e chiedere a qualcuno un favore. Quasi tutte le famiglie hanno uno stipendio pubblico, ma i consumi restano bassi e l'iniziativa privata un'eccezione. Quando ha tempo si informi su come la 'ndrangheta è entrata in Valle d'Aosta, sull'importanza della festa dei calabresi , sull'ambiguità dei controlli sanitari nei locali a confronto degli stessi nelle linde cucine delle sagre, su come le banche non concedano alcun credito alle piccole aziende, ma come poi scopro restano scoperte per milioni di euro di affidamenti ad una stat up mai partita come la Brilla spa. Con lo stesso denaro avrebbero sostenuto centinaia di partite Iva già in vita e con un indotto pesante, a confronto della start up in oggetto che prevedeva di occupare 4 o 5 dipendenti. Buona serata, alla prossima puntata

Abbiamo voluto, o meglio qualcuno ha voluto, che le Ferrovie dello Stato avessero una tipologia privatistica? Questi sono i risultati. Ci si lamentava dei rami secchi,epoca Ministro Signorile. Oggi abbiamo alberi abbattuti grazie al taglio sia dei rami secchi che dei lavoratori. Ormai si punta ai servizi di lusso e lo Stato va in soffitta lasciando i cittadini nella umiliazione di cui all'articolo sul Minuetto. Io personalmente in caso di necessità avrei fatto i bisogni tra i binari in coda al convoglio. Ma non c'è da meravigliarsi più di tanto del nostro bel paese. A Taranto esiste un modernissimo ed efficientissimo aeroporto che la Regione Puglia ha chiesto ed ottenuto dal ministero delle infrastrutture (ex ministro Lunardi) una concessione quarantennale su ben 4 aeroporti. In poche parole prendi quattro e spendi per due (Bari -Brindisi )
La terza città del Sud per numero di abitanti e per presenze industriali, lasciata "a terra " per campanilismi accettati ed incentivati dalla Regione Puglia, unico gestore di quattro aeroporti per nulla in "sistema". Ormai esiste un pendolarismo nord-sud fatto con i low cost, il che permette ai giovani che sono tacciati di mammismo di tornare a casa almeno una volta al mese, anche per due giorni, a spesa modica. E' uno scandalo ed il signor Vendola non dà risposte a quei giovani con cui avrebbe voluto fare un laboratorio politico. Se si comporta così in Regione cosa farà se dovesse avere un ruolo nel prossimo governo? Intanto a Taranto si guarda l'aeroporto sotto casa, in esercizio per Alenia e marina militare e si deve andare a Bari o a Brindisi se vuoi usare l'aereo per i tuoi spostamenti.
P.S. la concessione è stata chiesta per l'utilizzo dello scalo e non per mettere il cappello "occupato" e inibirlo all'uso da parte di altri.

Gentile Dott.Oddo la ringrazio per aver messo in risalto i problemi di questa regione, problemi dei quali si parla troppo poco, anzi spesso si fa passare la Valle d'Aosta per un'isola felice, ma secondo me di felice non ha poi così tanto.
La saluto cordialmente.

Buona sera Sig. Oddo,
sono un giovane valdostano "esiliato" da questa splendida regione per via della propria idea politica: e cioè la non condivisione del regime dittatoriale che purtroppo sta facendo incancrenire queste splendide montagne.
Sono a complimentarmi con lei per come ha esposto la situazione reale della nostra Valle con l'articolo "Monopoli e clienti dell'imperatore". Mi rincresce doverle dire che ha ragione, doverle dire che siamo a livelli penosi sia di umanità, sia di decenza.
In Valle d'Aosta non esiste più il libero pensiero, non si può più dire: "io non la penso così". Chi si permette di avanzare una benché minima obiezione è tagliato fuori da ogni possibilità lavorativa pubblica e non. Per di più se il dissidente ha figli prossimi all'età lavorativa è invitato a riflettere sul momento di crisi che l'intero Paese vive, quindi sulla eventuale possibilità di "sistemare" la prole solo nel caso in cui si sia deciso a stare dalle parte "giusta".
Siamo arrivati al punto che molti dei nostri agricoltori sono convinti che i contributi al settore giungono solo grazie all'"imperatore" e ai sui collaboratori. Guai a mettersi contro o semplicemente non condividere le idee di queste persone: si rischia di non andare avanti con la propria attività agricola. Guai agli imprenditori che non condividono i pensieri di corte: si rischia di non essere messi nell'elenco giusto e quindi di non essere mai presi in considerazione. Guai a quei ristoratori che non condividono le idee della casta: rischiano di non essere mai considerati per gli eventuali buffet organizzati dal palazzo.
Una considerazione mi permetto poi di farla anche su alcuni sindaci che operano nei nostri Comuni. Per fortuna non tutti, ma una parte di questi non può nemmeno decidere di andare in bagno senza aver chiesto il permesso al Magnifico. Ma cari sindaci, come siete ridotti! Come si fa ad amministrare delle realtà, piccole o grandi che siano, se si hanno le mani legate. D'altronde questi sindaci lo sapevano, sono stati ingaggiati per questo: "Io vi do la poltrona; voi non pensate, non vedete, non sentite: fate quello che dico io, senza ma e senza se". Questa purtroppo è la realtà. Dov'è finita la dignità, dove l'amor proprio, dove la decenza di questi personaggi? Possibile che il dio denaro riesca a coprire ogni sussulto di coscienza?
Purtroppo devo dire che la colpa è anche un po' dei tanti valdostani compromessi e quindi obbligati a restituire il favore al momento in cui si è chiamati alle urne. Però che cavolo: quando siamo chiusi nella cabina elettorale né l'"imperatore" né i suoi granduca vedono dove mettiamo quella benedetta X.
E' questo l'esempio che vogliamo dare alle generazioni future: essere servi che vivono per riverire viscidamente il loro padrone, che bevono solo se lui glielo permette, che respirano solo se lui gli concede di tirar fiato, che parlano solo se gli è consentito, utilizzando un linguaggio consono? Non possiamo permettere che questo accada, dobbiamo farci coraggio, dobbiamo svegliarci e divenire più coerenti con noi stessi, soprattutto più coraggiosi. Non è possibile che la gente per strada dica che così non si può andare avanti, che non è giusto che chi ci amministra lo faccia solo per interesse personale e che quando abbiamo la possibilità di cambiare ce la giochiamo.
Vorrei inoltre aggiungere, Sig. Oddo, che il giorno dopo il suo articolo sul Sole-24Ore vi è stata una risposta del presidente del movimento dell'Union Valdotaine Ego Perron il quale dice che tutta la comunità valdostana è indignata per quanto è stato scritto. Bene io vorrei dire al Sig. Perron che lui non è nessuno per potersi indignare a nome di tutti i valdostani e che quanto scritto in quell'articolo purtroppo non corrisponde a falsità. Pertanto io e molti altri valligiani non ci sentiamo per nulla indignati per quanto è stato riportato su quel giornale, ma piuttosto la nostra indignazione sta nell'essere amministrati da personaggi così poco trasparenti e da un passato politico-amministrativo così buio e burrascoso. E' questa la vera vergogna.
Non avrei mai pensato di parlare della mia Valle in questo modo, una regione che oggi è divenuta schiava del puro clientelismo. Che peccato.
martinomartini75@libero.it

Egregio dottor Oddo,
non avendo trovato altri contatti per comunicare con lei, approfittiamo del suo blog. Ce ne scusiamo.
Espace Populaire è un circolo Arci sperduto fra le montagne valdostane, che raramente condivide le posizioni della sua testata. Ma questa volta il suo articolo sui Monopoli ha creato un tale dibattito (sotterraneo) che ci piacerebbe capirne qualcosa di più, perché questo è il nostro ruolo "statutario": capire, informare, approfondire.
Le chiederemmo, quindi, se potesse essere disponibile a una serata presso il nostro circolo per una chiaccherata pubblica sulla sua inchiesta.
Per comunicazioni: info@espacepopulaire.it
Grazie, comunque.
Espace Populaire
Risponde Giuseppe Oddo
Purtroppo non mi è possibile, almeno nel breve periodo. Nei prossimi mesi sarò in giro per l'Italia, in regioni lontane dalla vostra. Grazie comunque. Un saluto.
G.O.

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