12 luglio 2011 - 17:14
Debito pubblico italiano, per bloccare la speculazione al ribasso ci vorrebbe l'intervento della Cina
Trovo di grande interesse questa analisi di Alberto Forchielli, presidente dell'Osservatorio Asia, diffusa da Radiocor.
"L'attacco speculativo è molto forte e non penso che l'Italia riuscirà a resistere. Per farcela occorrono interventi d'emergenza. In questo momento l'unica potenza finanziaria che potrebbe creare un baluardo credibile è la Cina. Pechino lo farebbe volentieri. Ma qualcuno sta interpellando la Banca centrale cinese? I cinesi non si muovono su loro iniziativa, non sono abituati intromettersi negli affari altrui se non vengono invitati a farlo. Per questo sarebbe il momento che la Banca d'Italia chiami la banca centrale di Cina. La Cina guarda con grande preoccupazione alla situazione italiana ma anche con grande interesse all'Europa, spera che l'Europa sia un'ancora importante per il futuro in un ampio raggio di settori. Il ruolo di Pechino nel debito pubblico italiano è già rilevante: le stime sono che la banca centrale cinese detenga circa il 13% del totale e circa un terzo di quello este ro. Ma non sarebbero queste le motivazioni per cui la Cina potrebbe dare una mano per bloccare i movimenti ribassisti. La Cina ha bisogno di un mercato, ha bisogno del mercato europeo e ha bisogno di un euro forte non di un euro debole. Inoltre non vuole un'altra crisi, non vuole una crisi italiana e tende a non favorire le speculazioni, ma piuttosto la stabilità. Occorre però essere rapidi, molto rapidi. In caso contrario il destino della partita in corso è segnato".
