Successivo » « Precedente

Energia, nuclearisti veri e nuclearisti falsi

"Il peggior servizio al nucleare lo fanno i nuclearisti faziosi che non spiegano quali sono i problemi attuali per rientrare nel nucleare". E' sempre istruttivo oltre che gustoso ascoltare Alberto Clò, ministro dell'Industria durante il governo Dini e grande esperto di energia, quando parla di nucleare, argomento ritornato di moda nel nostro Paese dopo la recente intesa italo-francese tra Enel e Edf.  Quello che vi propongo è il suo intervento, datato ma attualissimo, al convegno dell'11 luglio 2008 promosso da Radicali e Amici della Terra. Il ritorno al nucleare, avverte Clò, non può essere frutto di improvvisazione. Non si deve fare del populismo intorno a questo argomento; non si deve prendere in giro il cittadino-contribuente. Bisogna piuttosto osservare e studiare cosa succede nel mondo, a cominciare dalla Francia, Paese nuclearista per eccellenza, dove Edf, colosso mondiale del settore, di cui lo Stato possiede la maggioranza azionaria, è la prima ad ammettere che la liberalizzazione del mercato dell'energia ha penalizzato fortemente il nucleare. Questo non significa essere anti-nuclearisti, ma valutare la fattibilità economica di un piano di investimenti nel settore. Non si può ignorare il fatto che, mentre parliamo di nucleare, nel mondo si continuano a costruire centrali elettriche a ciclo combinato. Guardiamo cosa è successo in Gran Bretagna: il Governo ha detto che  i privati sono liberi di ritornare a investire nel nucleare, ma che lo Stato non spenderà un penny nell'attività di decommissioning (lo smantellamento e la bonifica di un sito dopo che la centrale ha concluso il suo ciclo di vita). Ebbene, non c'è stato finora un privato che si sia fatto avanti. Per un motivo molto semplice, dice Clò: lo Stato che prima garantiva agli investitori privati due condizioni essenziali per investire - prezzi finali del kilovattora in grado di coprire i costi a pie' di lista e assenza di concorrenza - oggi non è più disposto a farsi carico di questi oneri. Non a caso dal 1990 al 2005 abbiamo assistito a una graduale inversione di tendenza su scala mondiale con la costruzione di 1,5 impianti atomici l'anno, prevalentemente concentrati nei Paesi asiatici, contro i 17 l'anno di una volta.
Conclude Clò: prima di avventurarci su un terreno minato come questo, e costoso sotto tutti i punti di vista, a livello sia economcio che politico e sociale, è bene riflettere sui dati, sulla realtà, e individuare una scelta condivisa. Altrimenti ogni Governo continuerà a disfare il lavoro di chi l'ha preceduto. Con grande spreco di tempo e di denaro.
Leggi il discorso di Clò o guarda il video cliccando sull'intervento delle 15,28

Commenti

Ottimo Oddo, queste sono le cose che molti bene informati pensano e temono da un bel po'!
Sono per lasciar lavorare il Governo, ma questa cosa del nucleare coi francesi proprio non convince. Bravissimo a divulgare lo scritto di Clò. "Melius re perpensa", meglio pensarci bene. Grazie.
Aldus da Parma

Salve, sono d'accordo su tutto e penso che il nucleare non sia la soluzione al fabbisogno energetico. Troppo ingestibile negli anni e troppo pericoloso. La prima forma di energia che dovremmo sviluppare è l' efficenza. Avete mai pensato quanta elettricità si "brucia" nei cavi per essere trasportata da un Paese all'altro? Con energia solare e eolica in loco si ha maggior efficienza. Investiamo in nuove tecnologie, non in vecchie.

Sono d'accordo, ormai il nucleare è da considerarsi obsoleto. Bisogna concentrare gli studi e gli sforzi sull'idrogeno, che è e sarà la principale fonte energetica del futuro; sul solare, sull'eolico dove è possibile e sul mini idraulico, sopratutto al Nord.Tutte fonti ad emissioni zero.
Purtroppo i nostri politici questi aspetti non li capiscono e finiremo per spendere un mare di denaro per delle centrali pericolose e fuori del tempo.

Salve a tutti. Sono un convinto nuclearista, ma penso che in Italia si faccia troppo uso dell'effetto annuncio. Poi non si fanno le cose. Quindi, non credo che avremo veramente nuove centrali nucleari nel nostro Paese. Ve l'immaginate quanti veti arriveranno da parte di una miriade di enti locali? Ognuno vorrà qualcosa in cambio. Non ce la faremo mai. La questione dei costi, come accennava Clò nel suo discorso, mi fa pensare che ci vogliano prendere in giro, tanto per cambiare. Non capisco una cosa: in Francia i consumatori pagano l'elettricità la metà di noi; se viene venduta a quel prezzo significa che è sufficiente ad ammortizzare costi e dare utili, credo. Concordo che dobbiamo investire sulle energie rinnovabili, ma dobbiamo tener presente che non sono in grado di contribuire in modo significativo al fabbisogno nazionale: per dare acqua calda in casa sì, ma vorrei vedere in agosto quando l'Italia ha bisogno di 55 mila megawatt di potenza quanti pannelli solari e quante pale bisognerebbe installare per avere un aiuto. Possiamo sottostare ai capricci del meteo col rischio di rimanere al buio?
Ripeto: credo sia necessario provarle tutte, ma allo stato attuale solo l'energia nucleare può offrire una risposta efficace per diminuire l'uso dei combustibili fossili. Inoltre, con le pale eoliche per ottenere 20 megawatt deturpiamo una montagna, mentre un solo reattore a tecnologia Epr fornisce 1.600 megawatt anche senza vento e senza sole.
Cosa significa "troppo ingestibile negli anni e troppo pericoloso"? Quanto al gestibile, ormai sono 60 anni che funzionano centrali nucleari nel mondo: qualcosa avremo imparato. Quanto al pericoloso, dico solo questo: se su 436 reattori attualmente in esercizio (fonte Iaea) ne è esploso uno solo a Cernobyl vuol dire che gli impianti sono sicuri e che quello di Cernobyl è stato gestito in modo criminale. Non possiamo criminalizzare tutte le automobili perchè qualcuno guida ubriaco.

Tutte le fonti energetiche sono buone e cattive allo stesso tempo, nel senso che presentano vantaggi e svantaggi da ogni punto di vista:
- costo
- ambiente
- rischio
- accettazione da parte del pubblico.
L’approvvigionamento energetico di un Paese non ha soluzioni univoche, comode. Non si possono dire NO o SI’ netti e univoci a singole fonti energetiche. Si tratta di un “problema di ottimizzazione”: sapendo che l'energia può essere tratta da tante fonti diverse, debbo ottimizzare l'uso di ciascuna, tenendo conto dei costi, dei benefici, dei rischi e così via.

Ma quanti coglioni vivono in Italia? Se Stati Uniti e Germania hanno smesso di investire nel nucleare per dedicarsi alle energie alternative, perché dobbiamo farlo noi? E' ora di uscire da questo pantano! Ma sono sicuro che il nuclearista convinto, quando gli diranno che la nuova centrale dista cinque chilometri da casa sua, sarà il primo ad imbracciare cartello e striscione di protesta per essere in prima fila.

Scrivi un commento

Album Fotografici

I nostri blog